Scuola di cucina? No. Semplice buonsenso.

By Mary

Dicono che la cucina sia un’arte, e forse è vero. Ognuno di noi però da una libera interpretazione a questa cosa. Io faccio parte di quel tipo di donne che amano le cose di una volta. Semplici, casaline, e senza mai buttare nulla.

Sicuramente la cucina molecolare e la bellezza dei piatti fanno tantissimo.

Ma alcune cose non sono per tutti, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi perché non piace cucinare. Vuoi perché la famiglia ti assorbe un sacco di tempo.

Quindi la parola d’ordine è pratico, economico e casalino. Tengo a precisare che la mia non è una critica verso nessuno ma un modo di vedere le cose.

Vi faccio un esempio. Leggetelo fino in fondo per riuscire a capire il concetto che che vi voglio passare.

La maggior parte delle persone filtra il brodo quando lo fa e molti nemmeno lo fanno. Usano i preparati. In casa mia c’è sempre da settembre a maggio.

Primo perché per chi segue la nostra alimentazione è quasi una medicina, poi perché quando si ha quel buchetto di fame, oppure quel freddo intenso che viene quando ci sono quelle giornate invernali, la sensazione viene placcata immediatamente da una mezza tazza di brodo.

Corroborante, digestivo, salutare.

Io, il brodo non lo filtro mai, se non grossolanamente. Perché francamente non mi interessa che l’aspetto estetico sia perfetto, mentre invece adoro i pezzettini di carne che trovo dentro nella minestra. E non voglio buttarli.

Ieri ho fatto la mia solita pentola di brodo quindi, carne di tacchino, io in questo caso ho utilizzato i colli (tre o quattro) che poi mangeremo a parte. Due ali di tacchino. Poi ci ho messo dentro un pacchetto di magoncini di tacchino che utilizzerò per fare un ragù per cannelloni. Poi ho messo due carote, un paio di cipolle, un bel pezzo di sedano e due spicchi d’aglio. Ovviamente con queste dosi faccio una bella quantità di brodo. Quindi un pentolone molto grande.

In questo caso, ho creato la base per molti piatti.

La carne dei colli e delle ali la riutilizzo per fare una cena ripassandoli in padella magari con un po’ di vino bianco e qualche Spicchio d’aglio. È un esempio se non vi piace questo taglio di carne sceglietene un altro.

Tutti i magoncini li ho messi nel frullatore insieme a tutte le verdure del brodo, ci ho aggiunto altre due carote un’altra cipolla e un altro paio di spicchi d’aglio, e magari il liquido di cottura di qualche arrosto che ho fatto qualche giorno prima che non ho assolutamente buttato.

Poi ho rimesso tutto questo sul fuoco e ho creato un ragù che può essere utilizzato per delle lasagne, per dei cannelloni oppure per una pasta semplice e deliziosa.

Quello che sto cercando di farvi capire, che la cosa brutta della generazione che c’è adesso, è lo spreco del cibo.

Una cosa che francamente proprio non riesco a sopportare.

Io non sono vegana e non lo sarò mai, a me piace la carne però ciò non toglie che ho rispetto per gli animali che vengono uccisi per il nostro cibo. Ho rispetto per i vegetali che vengono utilizzati per i nostri piatti, ho rispetto per il lavoro che c’è dietro per coltivare. Insomma ho rispetto per la vita.

Ed è giusto che ce l’abbiano tutti a prescindere dai gusti alimentari e dalle ideologie.

Non approfondisco questo argomento perché mi perderei in discorsi che non hanno niente a che fare col mio articolo.

Ricordatevi che una pasta rimasta con un po’ di besciamella e un po’ di fantasia e qualche verdura dentro diventa un ottimo piatto per il giorno dopo.

Oppure può essere preparato il tutto e surgelato e magari tolto dal freezer qualche ora prima per essere messo in forno, magari la settimana dopo. Se invece che fare piatti grandi già impiattati, mettiamo piccoli pezzi al centro del tavolo, abituiamo anche i nostri bambini a prendere nel piatto solo quello che mangiano e a non buttare.

E quello che rimane al centrotavola si può riutilizzare in una forma diversa i giorni successivi.

Ad esempio della carne rimasta si può macinare nel frullatore o nel bimby, insieme ad un po’ di farina di fave, e un uovo e fare un polpettone delizioso. I polpettoni sono semplici da fare. Basta utilizzare sempre un uovo per legare e un po’ di farina dentro nell’impasto che creiamo. Poi è sufficiente fare un salamotto nella carta forno e infornare in una pirofila a 180° per una mezz’oretta. In un polpettone possiamo mettere tutto. Ricordatevi che molti piatti sono nati proprio come “catasù”( prendi su).

Le nostre nonne sapevano bene che non si buttava via niente perché alla loro epoca si pativa la fame.

In questo blog troverete di tutto ma anche di queste ricette, semplici e contadine.

Quelle cose che piacciono tanto al nostro dottore e non solo a lui e che potrebbero salvaguardare anche le nostre tasche. Ricordiamoci che con la base delle uova si fa un sacco di piatti semplici e genuini è molto economici. Ma non poco nutrienti, anzi.

Bene, vi ho stressato abbastanza. Spero di aver passato dei concetti giusti. E di non avervi annoiato. Comunque seguite questo blog, e troverete spesso di questi piatti che servono a riutilizzare le cose. A prestissimo.

Mary

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